L’Italia è diventata il primo esportatore mondiale di melesuperando Stati Uniti e Cina. Secondo l’istituto di ricerca Ismea “la campagna 2025/26 è iniziata nelle migliori condizioni possibili, e la riapertura, seppur ancora parziale, del Canale di Suez è un segnale incoraggiante per il proseguimento della stagione commerciale delle mele italiane.”
BILANCIA COMMERCIALE E CLASSIFICHE GLOBALI
Mele si confermano il prodotto ortofrutticolo più forte commercio surplus In Quello dell’Italia settore agroalimentare, anche se la bilancia commerciale complessiva rimane negativa. Le esportazioni hanno raggiunto quasi 1,2 miliardi di euro, in aumento del 19% rispetto alla campagna precedente, rappresentando il 16% del totale delle esportazioni mondiali di mele.
Segue l’Italia Stati Uniti con una quota del 14% e Cina con il 13%, davanti a Nuova Zelanda, Cile, Sud Africa, Polonia, Francia, Paesi Bassi e Turchia. A livello globale, il commercio internazionale di mele ammonta a circa 7 milioni di tonnellate, per un valore complessivo che supera i 7 miliardi di euro.
“Questo risultato straordinario– sottolinea Ismea –è stato raggiunto grazie all’export di oltre un milione di tonnellate di mele, con volumi di spedizioni dall’Italia in aumento del 24%.”
Tra i mercati di destinazione, Germania resta al primo posto, rappresentando il 30% del valore totale dell’export, con una crescita del 26% in volumi e del 23% in ricavi rispetto alla campagna precedente. Spagna è al secondo posto, mentre saudita Arabia è il terzo punto vendita più grande.
Secondo le ultime stime di WAPA (Associazione Mondiale della Mela e della Pera), europeo mela produzione per la campagna 2025/26 si prevede di raggiungere poco meno di 11 milioni di tonnellate, segnando un aumento del 5% rispetto alle previsioni diffuse ad agosto.
IMPORTAZIONI E PREZZI DELLE MELE
Su importare D’altra parte, l’Italia ha acquistato 28,4 milioni di kg di mele durante la campagna 2024/25, un dato in linea con gli ultimi tre anni e in crescita del 9% su base annua. Media prezzi ha riflesso le dinamiche del mercato globale, aumentando di circa 0,03 €/kg fino a raggiungere 0,96 €/kg.
PRODUZIONE STABILE E SANA
Lo dimostrano i dati Istat degli ultimi anni La zona di coltivazione della mela in Italia si è stabilizzato intorno ai 54.000 ettari, con una forte concentrazione in le province autonome di Bolzano e Trentoche insieme rappresentano il 49% della produzione nazionale. Seguono Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, che rappresentano circa il 30% del potenziale produttivo, mentre la Campania mantiene un ruolo distintivo grazie alla varietà Annurca. Nel complesso non si registrano variazioni significative del potenziale produttivo rispetto al 2024 né rispetto alla media degli ultimi tre anni.
Per il 2025, Assomela stima che la produzione nazionale di mele sia pari a 2.317.545 tonnellate, in linea con l’anno precedente e superiore di circa il 5% alla media 2022-2024. Da a varietale prospettiva, D’oro Delizioso rimane la cultivar più coltivata, seguita dalla Gala gruppo e il trio di Nonna Smith, FujiE Rosso Delizioso. La produzione di nuove varietà ha superato le 300.000 tonnellate. Le stime rimangono parziali e verranno aggiornate non appena saranno disponibili i dati relativi alle aree e alle varietà a raccolta tardiva.
CONSUMI IN LEGGERO CALO
Sui dati Ismea–Niq acquisti di mele—sia sfusi che confezionati — destinati al consumo interno durante l’anno commerciale 2024/25 (agosto-luglio) mostrano un leggero calo, pari al 3%, rispetto alla campagna precedente. Al contrario, nella media prezzi al dettaglio è aumentata del 2%, mentre la spesa delle famiglie è diminuita dell’1,3%.
“La campagna commerciale 2025/26 delle mele italiane– scrive Ismea –si è aperto con prospettive positive, confermando molte delle dinamiche favorevoli osservate nella stagione precedente.” Sul fronte varietale “la disponibilità di mele club (protette da brevetti varietali) continua a crescere, consentendo una maggiore segmentazione dell’offerta e l’adozione di strategie di marketing più mirate.” Inoltre, “le vendite del settore organizzato delle mele mostrano, fin dall’inizio della stagione, un andamento positivo, in particolare sul mercato italiano, con un ritmo di riduzione delle scorte sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente.”
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