Caffè sospeso nella Giornata internazionale che lo celebra a Casa Museo Murolo con Toraldo che offre un caffè a tutti i visitatori di MU. Il 10 dicembre, nota anche come Giornata Internazionale dei Diritti Umani, è stata scelta in modo significativo come la giornata del Caffè Sospeso. “Quando un napoletano è felice, invece di pagare un solo caffè ne paga due: uno per sé e uno per il cliente che verrà dopo” scrive del “Caffè sospeso” Luciano De Crescenzo. Un rito di solidarietà partenopea che si ripete ancora oggi.
Il caffè è abitudine quotidiana del popolo napoletano già dal XIX secolo (a Napoli la bevanda arriva tramite la corte di Maria Carolina d’Asburgo nel tardo ‘700) e lo diventa grazie ai caffettieri ambulanti di strada. Secondo alcune testimonianze, l’utilizzo del caffè sospeso è legata proprio a tali figure, e in particolar modo dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando molte persone non potevano permettersi di pagare il caffè e qualcuno doveva a pagare per dovuto.
Dal caffè sospeso a MU
MU, a Via Cimarosa, è la abitazione della famiglia Murolo dal 1929, vi si trasferirono dalla precedente alla Riviera di Chiaia. La Fondazione nasce nel 2001 e la presidenza è stata di Ferdinando Coppeto fino alla sua recente scomparsa. In questi anni è stata sede di molte iniziative in qualità di Centro studi sulla canzone napoletana, anche di lezioni universitarie in collaborazione con il Conservatorio. Da febbraio è visitabile per consentire la condivisione del suo patrimonio e favorirne la sostenibilità in quanto vi si accede pagando un biglietto di 5 euro.
Cosa si può ammirare nella Casa Museo Murolo
Molti i documenti, i cimeli ei ricordi personali. Tra gli altri quelli che intrecciano la storia di Murolo con quella dei De Filippo. Le stanze raccontano la vita personale e privata di Ernesto e Roberto Murolo. Roberto era nato a Napoli nel gennaio 1912 ed era il penultimo dei sette figli di Lia Cavalli e del poeta Ernesto Murolo, che a sua volta era figlio naturale di Eduardo Scarpetta e dunque fratellastro di Eduardo, Peppino e Titina.
Ernesto, riconosciuto dalla madre Maria Palumbo, sarta degli Scarpetta, e da Vincenzo Murolo, metterà al mondo una famiglia di artisti, tra di essi “Robertino” che iniziò a lavorare nella compagnia del gas per pagarsi le lezioni di chitarra. Non l’unico strumento che sapeva suonare! Per affermare la sua personalità e autonomia professionale decide di dedicarsi al jazz. È in tournée con i Mida da diversi anni quando lo raggiunge la notizia che suo padre è scomparso. Era il 1939 e, a causa della guerra, decide di non tornare per le esequie, decisione che gli peserà tutta la vita.
La vita alla Casa Museo Murolo
Queste ed altre vicende della vita di Roberto Murolo, da scoprire nella Casa museo. Libero Bovio, Salvatore di Giacomo, Raffaele Viviani, Ferdinando Russo, Ernesto Tagliaferri erano abituali frequentatori di casa. Tra i molteplici personaggi che hanno seduto e suonato in Salone con Roberto, Fabrizio De André, Mia Martini, Renzo Arbore. Si ammirano anche gli oggetti che lo accompagnavano durante i viaggi o la vita quotidiana nel suo studio. E ancora: i premi, i dischi, le foto e la Antologia della Canzone Napoletana che raccoglieva quasi 200 brani classici che pubblicò nel 1938. Nelle teche le onorificenze di Grande Ufficiale della Corona d’Italia conferita a Ernesto Murolo da Vittorio Emanuele III e il Cavalierato di Gran Croce e il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana conferiti al maestro Roberto Murolo rispettivamente dai Presidenti Carlo Azeglio Ciampi ed Oscar Luigi Scalfaro.

Visita, musica e caffè sospeso
Mentre un vecchio vinile suona al grammofono, lo sguardo cade su questo o quell’oggetto negli ambienti carichi di ricordi. E con il caffè sospeso Toraldo miscela Napoli in tazza da sorseggiare è dolce navigarci dentro.
MU, la Casa museo Murolo è aperta tutti i venerdì e sabato dalle 10 – 18; e la domenica dalle 10 – 13:30. Ingresso 5€. Per info e prenotazioni consultare www.casamuseomurolo.it.

