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    Chiude il Lido 84: Addio al Tempio Gastronomico di Riccardo Camanini sul Garda – Foodmakers.it

    By RedazioneFebruary 12, 2026
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    È arrivata come un fulmine a ciel sereno, una di quelle notizie che lasciano il mondo della gastronomia sospeso in un silenzio incredulo. Il Lido 84 in chiusura. Quel piccolo, magico scrigno affacciato sulle acque del Lago di Garda, che per dodici anni ha incantato palati da tutto il mondo, servirà il suo ultimo piatto il 22 marzo 2026.

    Se sei un appassionato di alta cucina, probabilmente hai sentito un tuffo al cuore. Non stiamo parlando di un ristorante qualsiasi, ma di quello che per anni è stato il portabandiera dell’Italia nella classifica I 50 migliori ristoranti del mondoraggiungendo vette che pochi hanno osato toccare. Riccardo e Giancarlo Camanini hanno deciso di scrivere la parola “fine” su questa avventura. Ma perché? E cosa succederà adesso?

    In questo articolo, analizzeremo insieme i dettagli di questa chiusura storica, ripercorreremo i piatti che hanno reso leggendario lo chef Camanini e cercheremo di capire cosa riserva il futuro per questi due giganti dell’ospitalità italiana. Mettiti comodo, perché stiamo per attraversare un pezzo di storia della cucina contemporanea.

    L’Annuncio che ha scosso il Mondo del Food

    Tutto è successo rapidamente, con la discrezione e l’eleganza che contraddistinguono lo stile dei fratelli Camanini. Nessuna conferenza stampa urlata, nessun comunicato polemico. Solo un messaggio sui canali social, apparso l’11 febbraio 2026, che ha gelato il sangue a critici e gourmet.

    “Ci teniamo a informarvi che il 22 marzo 2026 sarà l’ultimo giorno di servizio di Lido 84”.

    Poche parole, pesanti come macigni. La data non è casuale: il ristorante aveva aperto i battenti il ​​21 marzo 2014. Chiuderà quasi esattamente dodici anni dopo. Un ciclo perfetto, matematico, quasi come le proporzioni dei piatti di Riccardo. Nel messaggio, i Camanini parlano di una “magnifica avventura ricca di emozioni”, ringraziando i collaboratori ei clienti che hanno reso possibile il sogno.

    Non si parla di fallimento. I conti, secondo le indiscrezioni finanziarie del settore, erano solidi. Il ristorante era sempre pieno, con liste d’attesa che sfidavano la pazienza dei più devoti. Questa chiusura non è una resa, ma una scelta. Una decisione consapevole di fermarsi all’apice, prima che la routine o la stanchezza possano intaccare la perfezione.

    Perché Riccardo Camanini chiude il Lido 84?

    La domanda che tutti si pongono è: perché ora? Perché chiudere un locale che è al culmine del successo, stabilmente nella top 20 dei migliori ristoranti del mondo?

    Analizzando il testo del loro addio e conoscendo la filosofia di Riccardo Camaninipossiamo intuire che la motivazione sia legata alla necessità di evoluzione. Il Lido 84, per quanto meraviglioso, ha dei limiti strutturali. È un luogo intimo, nato dalle ceneri di un vecchio lido balneare, con spazi che forse cominciavano a stare stretti all’esplosività creativa dello chef.

    Nel loro messaggio si legge una frase chiave: la speranza che il luogo rimanga un’icona, ma anche il riferimento a “semi di un nuovo progetto”. Non è un addio alla cucina, è un addio a quella cucina, a quelle mura. È il desiderio di libertà. Dodici anni sono un’era geologica nella ristorazione moderna. Forse, semplicemente, il ciclo vitale di quel progetto si era esaurito naturalmente. Camanini è un intellettuale dei fornelli, un uomo che riflette profondamente sul senso del tempo e della memoria. chiudere da vincitori è l’atto finale di un’opera d’arte.

    Un Viaggio lungo 12 Anni: La Storia di un Mito

    Per capire la portata di questa perdita, dobbiamo fare un passo indietro. Era il 2014 quando Riccardo, dopo una lunga esperienza a Villa Fiordaliso, decise di mettersi in proprio insieme al fratello Giancarlo. Scelsero un posto che molti avrebbero considerato “normale”: un vecchio lido a Gardone Riviera, con le vetrate che guardano il lago e un arredamento retrò, quasi nostalgico.

    Non c’era sfarzo, non c’erano ori e velluti pesanti. C’era solo la sostanza. Fin da subito, il Lido84 si è distinto per un approccio unico: l’alta cucina resa accessibile, umana, comprensibile.

    Riccardo portava nel piatto la tecnica francese appresa da maestri come Alain Ducasse, mescolata con una sensibilità tutta italiana e una cultura storica impressionante. Giancarlo, in sala, accoglieva gli ospiti non come clienti, ma come amici di vecchia data, creando un’atmosfera di calore domestico che raramente si trova nei ristoranti stellati.

    L’Ascesa nella World’s 50 Best Restaurants

    La critica internazionale si accorse presto di quel miracolo sul Garda. Mentre la Guida Michelin assegnava una stella (e inspiegabilmente si fermava lì, scatenando ogni anno le ire degli appassionati che ne chiedevano a gran voce la seconda o la terza), il resto del mondo incoronava Camanini.

    L’ingresso nella I 50 migliori ristoranti del mondo fu la consacrazione. Il Lido 84 non era solo un ristorante italiano, era il ristorante italiano più interessante del momento. Nel 2022 raggiunse l’ottavo posto assoluto al mondo. Un risultato clamoroso per un locale a conduzione familiare, lontano dalle grandi metropoli come Milano o Roma.

    Questo successo ha dimostrato che la qualità paga sempre. Ha dimostrato che si può fare avanguardia anche guardando un lago placido, usando ingredienti poveri o dimenticati, lavorando sulla memoria gustativa piuttosto che sugli effetti speciali fini a se stessi.

    I Piatti che hanno fatto la Storia

    Non possiamo salutare il Lido 84 senza celebrare i piatti che lo hanno reso immortale. Se hai avuto la fortuna di sederti a quei tavoli, sai di cosa parlo. Se non ci sei mai stato, queste descrizioni ti faranno capire cosa abbiamo perso.

    La Cacio e Pepe a Vescica

    Forse il piatto più iconico degli ultimi dieci anni in Italia. Riccardo Camanini prese un classico intoccabile della tradizione romana e lo stravolse utilizzando una tecnica antica, ispirata alla cucina di Apicio. I rigatoni vengono inseriti a crudo in una vescica di maiale insieme a pecorino, pepe e acqua, poi la vescica viene sigillata e cotta.

    https://www.instagram.com/reel/DEwqXRmMxgY/?igsh=aWJxaGE4azcxcjR6

    Il risultato? Una pasta che cuoce nei suoi stessi amidi, mantecandosi in modo violento e perfetto all’interno dell’involucro organico. Il servizio in sala era uno spettacolo: la vescica veniva tagliata davanti al cliente, sprigionando un profumo ancestrale, animale, irresistibile. Era un piatto che divideva, che scioccava, ma che non lasciava mai indifferenti.

    Lo Spaghettone Burro e Lievito di Birra

    Un altro capolavoro di sintesi. Apparentemente semplice, quasi banale. Ma al primo assaggio, si apriva un mondo. Lo spaghettone è stato condito con un burro di malga montato e una generosa spolverata di lievito di birra disidratato.

    Il sapore ricordava la crosta del pane appena sfornato, evocava ricordi d’infanzia, di merende semplici. Eppure, la persistenza e l’eleganza erano da tre stelle Michelin. È stato il piatto che ha portato Camanini al MoMA di New York, letteralmente trasformato in opera d’arte.

    La Torta Di Rose

    E come dimenticare la chiusura del pasto? La torta di rose, dolce tipico del bresciano, veniva servita calda, soffice, accompagnata da uno zabaione al Vov montato al momento. Un abbraccio calorico che ti faceva sentire a casa, l’ultimo gesto di affetto di Giancarlo prima di salutarti.

    Il Paradosso della Stella Michelin

    È impossibile parlare del Lido 84 senza citare l’elefante nella stanza: la Guida Michelin. Per anni, critici e appassionati si sono chiesti perché la “Rossa” non abbia mai concesso la seconda stella a Camanini.

    Mentre il mondo lo celebrava, la Michelin sembrava restia. Forse il locale era troppo informale? Il servizio troppo “familiare”? O forse la cucina di Riccardo era troppo intellettuale, troppo avanti per essere incasellata nei rigidi standard della guida francese?

    Non lo sapremo mai. E in fondo, ora non importa più. La chiusura del Lido 84 consegna alla storia un ristorante che è stato più grande delle stelle che ha ricevuto. Ha vinto l’amore del pubblico e il rispetto dei colleghi, premi che valgono più di qualsiasi macaron appeso al muro.

    L’Eredità dei Fratelli Camanini

    Cosa lascia il Lido 84 alla cucina italiana? Lascia un insegnamento fondamentale: l’identità vince su tutto. Riccardo Camanini non ha mai seguito le mode. Quando andava di moda il foraging estremo nordico, lui studiava i libri di cucina del Rinascimento. Quando tutti cercavano l’ingrediente esotico dall’altra parte del mondo, lui lavorava con i pescatori del lago o con i piccoli produttori di formaggio delle valli bresciane.

    Il suo approccio “antico e moderno” insieme ha creato una scuola. Molti giovani cuochi oggi guardano alla storia non come a un peso morto, ma come a un serbatoio di idee da rielaborare, proprio grazie all’esempio di Riccardo.

    E poi c’è la lezione di Giancarlo sull’accoglienza. Il Lido 84 ha dimostrato che l’alta cucina non deve essere intimidatoria. Si può servire un piatto da 50 Best in maniche di camicia (metaforicamente), sorridendo, facendo sentire l’ospite il centro dell’universo e non un semplice spettatore pagante.

    Cosa succederà adesso? Ipotesi sul futuro

    La chiusura del 22 marzo 2026 apre un enorme punto interrogativo. Dove andranno i fratelli Camanini?

    Le voci si rincorrono. Si tratta di un trasferimento all’estero, magari in una grande capitale europea dove i capitali e la visibilità sono maggiori. C’è chi sussurra di un nuovo progetto sempre in Italia, ma in una struttura più grande, magari un relais di campagna o un palazzo storico che possa ospitare non solo il ristorante, ma anche un laboratorio di ricerca e delle camere per gli ospiti.

    Una cosa è certa: Riccardo e Giancarlo non smetteranno di lavorare. Sono troppo giovane, troppo appassionato. Questa pausa servirà a ricaricare le batterie, a ripensare il modello. Il “nuovo progetto” di cui parlano sarà sicuramente qualcosa che alzerà ancora l’asticella.

    Magari vedremo un Camanini più libero, svincolato dai ritmi massacranti del servizio quotidiano in spazi angusti. O magari torneranno con un formato completamente diverso, più democratico o, al contrario, ancora più esclusivo. Per ora, possiamo solo aspettare e iscriverci alle newsletter di tutti i siti gastronomici per essere i primi a sapere.

    Vieni Prenotare (Se sei Fortunato)

    Siamo onesti: ottenere un tavolo da qui al 22 marzo sarà un’impresa titanica. Appena la notizia si è diffusa, il sistema di prenotazione è stato preso d’assalto. Se avevi già una prenotazione, tienila stretta come un tesoro. Sarai testimone degli ultimi giorni di una leggenda.

    Se non hai prenotazione, il consiglio è di monitorare quotidianamente il sito o sperare in qualche disdetta dell’ultimo minuto. Mangiare al Lido 84 in queste settimane finali non è solo una cena, è partecipare a un evento storico.

    Grazie Riccardo, Grazie Giancarlo

    Scrivere questo articolo lascia un po’ di amaro in bocca. È triste vedere chiudere i luoghi che amiamo. Ma bisogna anche saper applaudire il coraggio di chi sa dire “basta” al momento giusto.

    Il Lido 84 ci ha insegnato che la cucina è cultura, è storia, è emozione. Ci ha fatto discutere, ci ha fatto godere, ci ha fatto sentire orgogliosi di essere italiani. Il lago di Garda sarà un po’ più vuoto senza di loro, ma la cucina italiana è infinitamente più ricca grazie a quello che hanno costruito in questi dodici anni.

    Non ci resta che dire grazie. Grazie per la cacio e pepe, grazie per il sorriso all’ingresso, grazie per averci fatto sognare. E un grande “in bocca al lupo” per il futuro. Siamo certi che, ovunque andrete, noi vi seguiremo.

    E tu, hai mai mangiato al Lido 84? Qual è il tuo ricordo più bello legato a questo ristorante? Raccontacelo nei commenti o condividi questo articolo con chi, come te, ama la grande cucina.

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