Il settore primario italiano si trova di fronte a una trasformazione epocale, dove la convergenza tra scienza e tecnologia definisce nuovi standard di competitività. Il Forum Impresa Persona Agroalimentare, tenutosi recentemente a Milano Marittima, ha delineato una strategia chiara: l’innovazione deve tradursi in valore concreto per le imprese e il territorio.
Agricoltura di precisione e gestione dei dati
L’adozione di tecnologie avanzate non è più un’opzione, ma una necessità per la resilienza aziendale. L’esperienza della Società Agricola Porto Felloni dimostra come l’analisi georeferenziata dei suoli e la gestione differenziata degli appezzamenti permettono di ottimizzare sementi e risorse idriche. “La tecnologia non elimina l’incertezza climatica, ma ci mette nelle condizioni di fare scelte più razionali e sostenibili”, ha dichiarato l’imprenditore Massimo Salvagnin. Questo approccio permette di intervenire in modo proporzionato, rispettando la reale potenzialità produttiva di ogni singola parcella di terreno.
Genetica e nuovi modelli culturali
Un pilastro fondamentale del cambiamento è rappresentato dalla ricerca genetica e dalle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA). Mario Pezzotti, docente all’Università di Verona, ha evidenziato come queste soluzioni possano ridurre drasticamente i trattamenti fitosanitari. Un caso di successo industriale è il sistema Preceon Smart Corn di Bayer, un mais a bassa statura che nel 2026 è già stato adottato da 800 imprese agricole italiane su una superficie di circa 20.000 ettari.
Automazione e qualità nel post-raccolta
La tecnologia estende i suoi benefici fino alla fase di confezionamento e distribuzione. Angelo Benedetti, presidente di Unitec, ha chiarito che la robotica ei sistemi di visione sono risposte concrete alla carenza di manodopera e alla necessità di standard qualitativi costanti. Grazie alla computer vision, oggi è possibile misurare internamente parametri come dolcezza e acidità, garantendo al consumatore un prodotto che rispetta sempre le aspettative e riducendo gli sprechi lungo la filiera.
Verso un sistema agricolo olistico
Il futuro del comparto risiede nella capacità di mettere a sistema la salute del suolo, la microbiologia e la gestione olistica del rischio. L’integrazione di strumenti assicurativi pubblico-privati e l’attenzione alla sostanza organica del terreno sono elementi chiave per affrontare la crisi climatica. In definitiva, l’innovazione funziona quando riesce a coniugare la qualità misurabile della tecnologia con una narrazione di brand credibile, capace di mantenere le promesse fatte al mercato.
