Il settore del Ristorante con servizio rapido (QSR) in Italia continua a registrare segnali di forte vitalità, addestrato dalle strategie aggressive dei grandi player internazionali. A chiudere il 2025 con un risultato significativo è KFC (Kentucky Fried Chicken), che ha ufficialmente tagliato il traguardo dei 150 ristoranti operativi sul territorio nazionale. Un risultato che non rappresenta solo una cifra simbolica, ma la conferma di un modello di business che ha trovato terreno fertile anche in un mercato gastronomicamente complesso come quello italiano.
Un finale d’anno in accelerazione
L’ultimo trimestre del 2025 è stato decisivo per il raggiungimento di questo obiettivo. Il brand ha intensificato la sua presenza con una serie di aperture strategiche concentrate nel mese di dicembre, andando a coprire aree geografiche diversificate. Particolare attenzione è stata data al Centro e Sud Italia, con nuove insegne accese nelle Marche, in Toscana e in Sicilia. Questa distribuzione capillare dimostra la volontà dell’azienda di uscire dalle sole grandi aree metropolitane del Nord per presidiare i centri urbani ei poli commerciali di tutto lo stivale.
Strategia 2026-2028: il ritmo della crescita
I dati emersi dalle ultime comunicazioni aziendali delineano una roadmap chiara per il prossimo futuro. Non si tratta di un punto di arrivo, ma di una tappa intermedia. Il piano industriale per il triennio 2026-2028 prevede di mantenere un ritmo di crociera sostenuto: l’obiettivo dichiarato è di 30 nuova apertura all’anno. Questa proiezione suggerisce un investimento infrastrutturale e occupazionale, notevole basato prevalentemente sulla formula del franchising, che permette una scalabilità rapida e una gestione radicata nel territorio locale.
L’impatto sul mercato del lavoro
L’espansione della rete vendita porta con sé inevitabili ricadute positive sul fronte occupazionale. Ogni nuova apertura di un formato standard KFC impiega mediamente tra le 20 e le 30 risorse, suggerendo che il piano di sviluppo per il prossimo triennio potrebbe generare centinaia di nuovi posti di lavoro nel settore della ristorazione veloce, dai ruoli operativi a quelli manageriali di negozio.
Uno sguardo al futuro del settore
L’accelerazione di KFC, che segue trend simili di altri competitor globali, evidenzia come la domanda per il “pollo fritto del Colonnello” sia ormai strutturale nelle abitudini di consumo degli italiani. La sfida per il futuro non sarà più solo quella della penetrazione territoriale, ma quella di mantenere alti standard qualitativi e di servizio a fronte di una rete sempre più vasta e complessa da gestire. Il 2026 si apre dunque con la prospettiva di una competizione sempre più accesa nel segmento del fast food, dove la rapidità di esecuzione immobiliare farà la differenza.
