Il settore lattiero-caseario italiano ha registrato una performance di esportazione eccezionale nel 2025, ma le crescenti tensioni geopolitiche stanno ora minacciando di far deragliare la sua traiettoria di crescita.
Secondo i dati diffusi dall’Associazione italiana produttori lattiero-caseari, Assolatte, L’Italia esportava 680.000 tonnellate di formaggio nel 2025generando Valore 6,1 miliardi di eurosalendo a 6,7 miliardi di euro se si considera l’intero settore lattiero-caseario. Rispetto al 2024 le esportazioni sono aumentate del 4,6% in volume e 12,8% in valoreconfermando il ruolo del settore come volano dell’agroalimentare italiano sui mercati globali.
La performance è particolarmente notevole se si considera il contesto più ampio: un altro settore di punta, come quello del vino, pur contenendo le perdite, è stato costretto a rallentare a causa dei dazi, dell’indebolimento dei consumi e degli scenari di guerra in corso. Tuttavia, le prospettive per le esportazioni di prodotti lattiero-caseari stanno diventando sempre più incerte. “La nuova e crescente instabilità geopolitica nell’area del Golfo, insieme alle tensioni legate alla guerra che hanno alterato le principali rotte marittime, sta producendo impatti immediati e profondi sul settore lattiero-caseario italiano. L’impennata dei costi energetici – e di conseguenza dei costi di trasporto – insieme ai gravi ritardi logistici causati dalla deviazione attorno al Mar Rosso, stanno mettendo a rischio le esportazioni di formaggi, in particolare di prodotti freschi ad alto valore aggiunto.“,” Assolatte ha scritto in un comunicato. L’avvertimento evidenzia una sfida strutturale per un settore fortemente dipendente da una logistica globale efficiente.
Il presidente di Assolatte Paolo Zanetti ha sottolineato la gravità della situazione: “Non siamo di fronte ad un semplice disagio logistico: si tratta di una crisi che colpisce l’intera filiera. Prodotti come mozzarella, burrata e stracciatella non possono sopportare ulteriori 10 o 20 giorni di transito senza compromettere la qualità. Rischiamo di perdere mercati chiave in Asia nel momento più delicato.” ha chiesto Zanetti passaggio da soluzioni a breve termine a soluzioni a lungo termine: “È tempo di andare oltre le misure tampone: abbiamo bisogno di investimenti nell’innovazione per prolungare la vita commerciale dei nostri prodotti, nonché di uno scudo energetico europeo. Una politica agricola comune più stabile deve fornire agli agricoltori la certezza di cui hanno bisogno per pianificare e investire.”
Nonostante questi rischi, Italia ha rafforzato il proprio posizionamento competitivo. Aver sorpassato Germaniail paese è ora il primo esportatore dell’Unione Europea per i mercati extra-UE. Su scala mondiale è l’Italia a posizionarsi secondo per valore e terzo per volume.
Dinamiche regionali mostrano anche andamenti divergenti. IL Medio Oriente è emersa come un’area chiave di crescita, registrando a +20% di aumentomentre il Stati Uniti E Cina registrato cali legati alle tariffe e alle condizioni economiche più ampie.
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