Il settore agroalimentare italiano si sta preparando per una potenziale nuova ondata di pressioni sui costi come l’escalation conflitto in Medio Oriente – e le crescenti tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran – minacciano di scatenare un nuovo shock energetico con conseguenze dirette sulla catena di produzione alimentare del paese. L’avvertimento è arrivato da Coldirettil’organizzazione agricola più grande e influente d’Italia, durante un grande evento di mobilitazione in cui circa 5.000 agricoltori si sono riuniti per esprimere le preoccupazioni sulle crescenti vulnerabilità del settore.
Rivolgendosi all’assemblea, Il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo ha tracciato un duro paragone per inquadrare la gravità dell’attuale contesto geopolitico. “L’Italia vive una fase che non sperimentava da ottant’anni“, disse Gesmundo. “Lo scenario internazionale legato alla crisi iraniana rischia di avere ricadute estremamente pesanti per famiglie e imprese, a cominciare dall’esplosione dei costi energetici e dei prezzi delle materie prime. Un’impennata dei prezzi del petrolio e del gas si tradurrebbe immediatamente in bollette più alte per i cittadini e in aumenti dei costi del diesel agricolo, del riscaldamento delle serre, dei prodotti chimici e dei fertilizzanti..”
UNA RIPETIZIONE DELLO SHOCK UCRAINO?
La preoccupazione della Coldiretti affonda le sue radici in un precedente ben documentato: l’effetto a cascata della Guerra Russia-Ucraina sui costi dell’energia e dei fattori produttivi, il cui impatto, sostiene l’organizzazione, deve ancora essere completamente attenuato. “Purtroppo il rischio di un nuovo shock energetico è concreto,” disse Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “Stiamo ancora portando il peso di aumenti che non si sono mai completamente invertiti dopo la guerra tra Russia e Ucraina. Negli ultimi quattro anni i prezzi dei fertilizzanti sono aumentati del 46% e i costi energetici del 66%.” Prandini ha avvertito ulteriormente interruzione dell’energia globale I mercati andrebbero ad aggravare questi valori di riferimento ancora elevati, con effetti a catena diretti per i produttori alimentari.
I FERTILIZZANTI AL CENTRO DEL RISCHIO DI FORNITURA
Al centro delle preoccupazioni della Coldiretti c’è l’ concentrazione geografica della produzione di fertilizzanti e di input chimici in regioni ora coinvolte nell’instabilità geopolitica. Secondo l’organizzazione, più di un quarto della fornitura mondiale di fertilizzanti proviene da aree attualmente colpite dalle tensioni. “Qualsiasi interruzione delle forniture avrebbe un impatto diretto sia sui costi che sulla disponibilità dei prodotti“,” Prandini disse. “Le conseguenze sarebbero inevitabili: aumento dei costi di gestione lungo tutta la filiera agroalimentare e, a cascata, prezzi più alti per cittadini e consumatori.”
I DATI SULL’INFLAZIONE ALIMENTARE SOTTOLINEANO LA POSTA IN POSSESSO
I dati della Coldiretti, elaborati sulla base dei dati dell’Istat, dipingono un quadro che fa riflettere su come shock energetici tradursi in inflazione dei prezzi alimentari. Media annuale inflazione alimentare si attestava solo allo 0,6% nel 2021. È salito al 9,1% nel 2022, in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, ed è salito ulteriormente fino al 10% nel 2023 – una traiettoria che l’organizzazione è determinata a evitare che si ripeta.
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