Il 2026 inizia con un sospiro di sollievo per l’export agroalimentare italiano. Dopo mesi di trattative e il timore di una stangata commerciale senza precedenti, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha annunciato una drastica revisione al ribasso dei dazi antidumping imposti ad alcuni dei maggiori produttori di pasta italiani. Scongiurato, dunque, lo scenario peggiore che prevedeva tariffe proibitive superiori al 100%.
I dettagli della revisione tariffaria
L’ottobre scorso, Washington aveva minacciato di imporre dazi punitivi fino al 92% — da sommare alla tariffa base del 15% — accusando le aziende italiane di vendere sottocosto (dumping) danneggiando i produttori locali. La revisione di inizio anno cambia radicalmente lo scenario: per La Molisanala tariffa è crollata al 2,26%mentre per il Pastificio Garofalo è stata fissata al 13,98%. Per gli altri 11 produttori non esaminati individualmente, il dazio medio si attesterà al 9,09%.
Un mercato strategico salvato in extremis
La decisione americana rappresenta una vittoria strategica fondamentale per il Made in Italy. Gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco extra-UE per la pasta italiana, con un valore export che supera i 670 milioni di euro l’anno. I dazi originariamente ipotizzati avrebbero raddoppiato il prezzo della pasta a scaffale per le famiglie americane, rischiando di azzerare la competitività dei marchi italiani a favore di prodotti locali o di imitazioni “Italian sounding”.
La reazione delle istituzioni
Il Ministero degli Esteri italiano ha accolto con favore la ricalcolazione, definendola un segnale di distensione e di riconoscimento della correttezza delle imprese nazionali.
“Il ricalcolo dei dazi è un segno che le autorità statunitensi riconoscono la volontà costruttiva delle nostre aziende di cooperare”, si legge in una nota della Farnesina.
Anche il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha commentato positivamente l’esito del riesame, sottolineando come “il lavoro serio porti frutti” e confermando l’impegno del governo a tutelare le eccellenze italiane in ogni sede internazionale.
Un bilancio positivo, ma la guardia resta alta
Sebbene l’emergenza immediata sia rientrata, la partita non è ancora del tutto chiusa. Le conclusioni definitive del riesame statunitense sono attese per l’11 marzo 2026. Tuttavia, il drastico ridimensionamento delle aliquote permette alle aziende di trascorrere l’anno con maggiore serenità, consolidando la presenza in un mercato che continua a mostrare una domanda crescente di prodotti autentici e di alta qualità.
