Nel novembre 2025, l’ultima Rapporto Ismea–Qualivita sui prodotti italiani è stato pubblicato, offrendo una fotografia dettagliata dello stato del cosiddetto “Economia DOPI dati confermano un settore in solida espansione, ma anche sempre più esposto ai rischi geopolitici e di mercato.
Secondo il rapporto, nel 2024, il Sistema DOP e IGP ha raggiunto un valore della produzione di 20,7 miliardi di euro, in crescita del 3,5% su base annua, rappresentando il 19% del fatturato agroalimentare totale nazionale. I prodotti alimentari sono stati il principale motore della crescita, con il segmento in crescita del 7,7% per superare i 9,6 miliardi di euro.
Per la prima volta in assoluto, le esportazioni hanno superato i 12 miliardi di euro, segnando un aumento annuo di 8,2%. A trainare questo traguardo un “doppio record”: il settore alimentare ha superato per la prima volta i 5 miliardi di euro di esportazioni, mentre il vino ha superato i 7 miliardi di euro.
Esportazioni alimentari ha registrato la crescita più forte, raggiungendo i 5,15 miliardi di euro (+12,7% in un anno). Incrementi a doppia cifra si sono registrati per formaggi, frutta e verdura, cereali e olio d’oliva. Esportazioni di vino anch’esso è cresciuto, anche se a un ritmo più lento, crescendo del 5,2% su base annua a 7,19 miliardi di euro.
Le esportazioni complessive sono cresciute sia all’interno dell’UE (+5,9%) che nei mercati extra-UE (+10,4%). IL Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazioneassorbendo oltre un sesto dell’export italiano DOP e IGP, pari al 22% del totale.
LE OMBRE: TARIFFE E ITALIAN SOUNDING
Nonostante il quadro macroeconomico positivo, il rapporto evidenzia sfide significative. Entro ottobre 2025, Il 48% delle catene di fornitura ha riportato effetti negativi da Dazi statunitensimentre il 61% dei Consorzi di tutela ha avviato strategie di diversificazione del mercato. Tuttavia, solo uno su tre prevede che le tariffe avranno un impatto significativo a lungo termine.
Ad aggiungere ulteriore instabilità è il fenomeno della Suono italiano, stimato che valga oltre 100 miliardi di euro l’anno. Oltre a distorcere la percezione globale della cucina italiana, che è stata riconosciuta come tale Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO dallo scorso dicembrein un mercato globale che supera i 228 miliardi di euro — L’Italian Sounding danneggia l’export e confonde i consumatori. Circa 600.000 ristoranti in tutto il mondo si descrivono come “italiani”, ma solo una quota limitata soddisfa gli standard autentici.
LA VOCE DEI CONSORZI
Alessandro Utini, Presidente del Consorzio di Tutela dell’ Prosciutto di Parma DOP, ha spiegato che l’introduzione dei dazi, unita al deprezzamento del dollaro americano, ha avuto un impatto significativo sul settore. Nel 2024 (pre-tariffe), gli Stati Uniti sono stati il primo mercato del prosciutto di Parma, con 800.000 prosciutti esportati, che rappresentano un terzo dell’export totale, per un valore di 100 milioni di euro. “Nei tre mesi successivi all’entrata in vigore dei dazi, le esportazioni sono diminuite di circa 20%“, ha detto Utini,”anche se ora la situazione sembra essersi stabilizzata.”
La strategia del Consorzio si concentra sul rafforzamento delle attività di educazione sul prodotto negli Stati Uniti, per garantire che i consumatori continuino a scegliere il Prosciutto di Parma DOP nonostante i prezzi più alti, aumentando al contempo le vendite in mercati emergenti come l’Europa dell’Est.
Gianni Maddi, Presidente del Consorzio del Pecorino Romano DOPha sottolineato che “per il Pecorino Romano, il nuovo Tariffa del 15%. ha influito direttamente sulla competitività, come dimostrano gli Stati Uniti circa il 40% delle esportazioni totaliequivalente a circa 170 milioni di dollari all’anno.” Per affrontare la crisi sono state attuate diverse misure. Tuttavia, Maoddi ha sottolineato che “è fondamentale una risposta coordinata per tutelare l’intera filiera lattiero-casearia ovina, che coinvolge decine di migliaia di famiglie in tutta Italia.”
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