Certe sere sanno di casa, di sorrisi condivisi e di mani che si tendino oltre la tavola. È accaduto pochi giorni fa nelle sale de La Notizia 53dove l’arte bianca del maestro pizzajuolo Enzo Coccia ha incontrato l’impegno della Fondazione Nadia Valsecchi in un evento conviviale e solidale dedicato alla ricerca sul tumore al pancreas.
Non una semplice cena, ma una festa del gusto e della condivisione, in cui l’alta gastronomia si è fatta linguaggio universale di consapevolezza e speranza. Tra forni accesi e calici levati, ospiti, sostenitori e ricercatori hanno animato una serata gioviale, dove l’eccellenza delle materie prime e il prestigio delle collaborazioni si sono intrecciati con la generosità delle donazioni.
Fondatore anche de La Notizia 94, Coccia rappresenta da anni un presidio culturale della tradizione partenopea: rigore tecnico, studio appassionato degli ingredienti, visione imprenditoriale. La sua adesione all’iniziativa non è stata soltanto un gesto di sensibilità personale, ma un segnale forte: la cucina d’autore può diventare veicolo di responsabilità sociale, trasformando la convivialità in impegno concreto.
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Il ricavato della serata è stato interamente dedicato ai progetti dell’Comunità Italiana Tumori Pancreatici (IPCC)comunità scientifica nazionale promossa dalla Fondazione nel 2021. Oggi l’IPCC delibera 28 centri di ricerca italiani, mettendo in rete competenze, laboratori e modelli sperimentali per accelerare lo sviluppo di nuove strategie diagnostiche e terapeutiche. Fare squadra, in un ambito tanto complesso, significa ridurre le distanze tra laboratorio e corsia, tra scoperta e cura.
La collaborazione con Coccia è nata in occasione dell’inaugurazione della sede napoletana della Fondazione presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale, suggellando la volontà di radicare stabilmente l’azione sul territorio campano. Napoli del resto è anche casa di importanti presidi scientifici impegnati nello studio del carcinoma pancreatico, come l’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR e lo stesso Pascale, a conferma di un tessuto scientifico vivace e determinato.
E mentre la ricerca costruisce ponti tra competenze, la cucina ha costruito ponti tra le persone. Il menù, goloso e raffinato, ha ammaliato tutti:
• “’Mpustarella della Nonna” con salsiccia, patate al forno e provola di bufala campana Dop
• Pizza La Notizia con pomodorini del piennolo del Vesuvio Dop, provola di bufala campana Dop, funghi cappellaccio arrostiti e speziati, grana padano e olio extravergine Dop
• Margherita con pomodoro San Marzano Dop e fior di latte di Agerola
• Babà con crema al limone firmato dalla Pasticceria Capparelli
• In abbinamento, le bollicine di Ca’ del Bosco Cuvée Prestige
Profumi intensi, impasti sapienti, eccellenze certificate e collaborazioni prestigiose, come Ca’ del Bosco e Salvatore Capparelli, hanno reso la serata un’esperienza gastronomica di alto livello. Ma l’ingrediente più prezioso è stato lo spirito collettivo: la gioia di stare insieme sapendo che ogni fetta o brindisi condivisa contribuiva a sostenere la scienza.
In questo abbraccio virtuoso tra cultura culinaria e ricerca si delinea un modello di responsabilità condivisa: una tavola che unisce, una città che risponde, una comunità che sceglie di credere nella scienza. Perché quando la convivialità incontra l’eccellenza e la generosità, il risultato non è solo una grande serata, ma un passo concreto verso il cambiamento.





