Nel 2025, Mortadella Bologna IGP ha riaffermato la propria importanza strategica all’interno del settore dei salumi in Italia, garantendo una crescita su vasta scala attraverso i principali indicatori economici, tra cui produzione, vendite e esportazioni.
Secondo gli ultimi dati (fonte: IFCQ Certificazioni), produzione ha superato i 40,7 milioni di chilogrammi, segnando un incremento del +3% rispetto al 2024. Saldi volumi è aumentato del +3,3%, riflettendo la resilienza della domanda nonostante un contesto macroeconomico difficile caratterizzato dall’inflazione e dall’aumento dei costi energetici.
La traiettoria ascendente di Mortadella confezionata preaffettata continua senza sosta, con il segmento che registra una crescita del +6,4% su base annua. Questa categoria è diventata una pietra miliare del mercato: negli ultimi dieci anni, i volumi sono più che raddoppiatipassando da 6,7 milioni di chilogrammi nel 2015 a oltre 13,2 milioni di chilogrammi nel 2025.
CRESCITA DEL POTERE DELLE ESPORTAZIONI
Particolarmente significativo è stato il contributo dei mercati internazionali, che rappresentano oggi circa il 25% delle vendite totali. Esportazioni registrano un incremento a doppia cifra pari al +12,4%, consolidando il proprio ruolo di fondamentale motore di crescita per Mortadella Bologna IGP.
Tra più di 70 paesi di destinazione, la performance variava a seconda dei mercati chiave:
- Francia: mercato leader, +3%
- Germania: +7,7%
- Spagna: +15,3%
- Belgio: +71,5%
Nei mercati extra UE:
- Svizzera: +30,9%
- Canada: +565,8% (un forte rimbalzo dopo la riapertura del mercato post-ASF)
Sono emersi anche nuovi mercati ad alta crescita:
- Croazia: +27,6%
- Polonia: +88,8%
PROSPETTIVA DELL’INDUSTRIA
“Siamo estremamente orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2025 da Mortadella Bologna,” disse Guido Veroni, Presidente del Consorzio di Tutela della Mortadella Bologna IGP. “Nonostante l’aumento delle bollette alimentari e dei costi energetici, il prodotto continua a crescere. Si conferma un prodotto irrinunciabile per gli italiani, sia per la sua qualità certificata, sia per il suo valore come fonte di soddisfazione: un vero comfort food in una fase storica incerta.”
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