IL Unione Europea ha raggiunto un compromesso nella sua accordo di libero scambio con l’Australia che eliminerà gradualmente l’uso del termine “Prosecco” per le esportazioni australiane per un periodo di transizione di 10 anni. Dopo tale scadenza, i produttori australiani non saranno più autorizzati a commercializzare vino spumante sotto il Nome del Proseccosegnando una vittoria parziale per la tutela delle indicazioni geografiche europee (IG).
L’accordo ha messo in luce le divisioni tra le parti interessate dell’industria italiana. Giacomo Ponti, Presidente della Federviniha descritto il risultato come un’occasione mancata per rafforzare l’unicità dei prodotti protetti europei. “Le bottiglie di Prosecco contraffatte basano la loro competitività sul prezzo: quando si trovano sullo stesso scaffale dei nostri prodotti, creano confusione nei consumatori“, ha detto Ponti.
Altri hanno assunto una posizione più pragmatica. Associazione Italiana Agricoltori Coldiretti ha accolto con favore l’accordo come “una spinta importante per l’export agroalimentare italiano“, pur sottolineando che restano necessarie tutele più forti per le specialità nazionali. L’organizzazione ha da tempo evidenziato le perdite legate a Prodotti dal suono italiano nei mercati globali.
Il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche è diventato un elemento centrale della recente politica commerciale del blocco. Il sistema europeo di DOC e IGP etichette genera circa 75 miliardi di euro di entrate annuali, ma deve affrontare una diffusa imitazione all’estero, in particolare nei paesi con grandi comunità europee della diaspora.
Gli sforzi per garantire la protezione internazionale per queste designazioni hanno storicamente incontrato resistenza. Tuttavia, i recenti accordi commerciali bilaterali hanno incorporato sempre più disposizioni relative alle IG. L’accordo economico e commerciale globale (CETA) con Canada nel 2017 segna la svolta, seguita dagli accordi con Mercosur– che entrerà in vigore provvisoriamente il 1° maggio – e ora l’Australia.
Nell’accordo Mercosur sono tutelati 57 prodotti italiani su un totale di 344 IG riconosciute. L’accordo UE-Australia prevede il riconoscimento di 165 IG europee e 231 bevande alcoliche. Tuttavia, il livello di protezione varia in modo significativo. Ad esempio, mentre “Prosecco” sarà eventualmente riservato ai produttori europei, le regole per Parmigiano Reggiano sono meno stringenti. Secondo Riccardo Deserti, Direttore dell’ Consorzio Tutela Parmigiano Reggiano DOPai produttori australiani è vietato utilizzare solo immagini italiane, come le bandiere. “Deve essere chiaramente etichettato come prodotto in Australia”, ha osservato. Deserti vede comunque dei progressi nell’approccio bilaterale dell’Ue.Partiamo da un contesto in cui non c’era alcun riconoscimento. Ora solo gli Stati Uniti restano senza alcuna forma di tutela legale”, ha detto.
Non tutti i dati del settore vedono Concorrenza australiana come una minaccia significativa. Giorgio Polegato, Presidente del settore vino della Coldiretti Venetoha sostenuto che i volumi di produzione in Australia sono troppo limitati per avere un impatto significativo sulle esportazioni italiane. “Abbiamo ottenuto il massimo possibile”, ha detto.
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